mercoledì 16 luglio 2025

Ordine del Giorno su "Disservizi del trasporto su ferro" presentato congiuntamente da tutti i Gruppi Consiliari . C.C. 28-11-24

 Al Signor Presidente del Consiglio Comunale
Leonardo Ceccarelli

Al Signor Sindaco Carlo Boni
                        
                        Pontassieve, 19 novembre 2024

ORDINE DEL GIORNO: Disservizi del trasporto su ferro
 
Il Consiglio comunale di Pontassieve

Premesso che:
il trasporto pubblico su ferro rappresenta una risorsa fondamentale per i cittadini di Pontassieve e dei comuni limitrofi, in particolare per chi si sposta quotidianamente per motivi di lavoro, studio o salute. Molti pendolari si recano ogni giorno a Firenze, e il trasporto ferroviario è essenziale per garantire spostamenti rapidi, economici e sostenibili;
l’efficienza del servizio ferroviario ha un impatto diretto sulla qualità della vita di studenti, lavoratori, anziani e persone con esigenze sanitarie che necessitano di raggiungere i centri ospedalieri di Firenze, Borgo San Lorenzo e Figline Valdarno;
sono purtroppo noti i gravi disagi causati ai pendolari che usufruiscono del servizio di trasporto locale, in particolare ferroviario, e specialmente per la tratta Firenze - Borgo San Lorenzo via Pontassieve, tratta che interessa i cittadini di Pontassieve e della Valdisieve, i quali utilizzano le stazioni di Sieci, Pontassieve e Rufina. Nonché della tratta Arezzo – Firenze – Prato via Pontassieve;
che nel periodo estivo e specialmente negli ultimi mesi, si sono particolarmente intensificati disservizi quali la scarsa puntualità, la soppressione di molte corse senza preavviso, i numerosi guasti al materiale rotabile, in buona parte ormai vetusto, e il frequente sovraffollamento delle corse; 
Considerato che:
nei mesi scorsi sono state numerose le prese di posizioni in merito, sia dei Sindaci sia di tutte le forze politiche del territorio, concordi nel sottolineare l’importanza di un servizio di trasporto ferroviario pubblico efficiente e conveniente;
il Consiglio Comunale di Pontassieve nella seduta del 30 luglio 2024, dopo lunga discussione sui disagi dei pendolari causati dal trasporto su ferro, decise di inoltrare le mozioni presentate alla Commissione comunale competente al fine di presentare una nuova mozione congiunta e unitaria;
la 2° Commissione “trasporti e viabilità” del Comune di Pontassieve convocata per il 23 ottobre 2024 incontrò i rappresentanti del neo comitato di Cittadini sui disservizi TPL della Valdisieve nonché il Sindaco e l’Assessora competente dopo l’incontro con l’Assessore ai trasporti della Regione Toscana, i rappresentanti di RFI e Trenitalia;

Ritenuto che:
dagli incontri di cui sopra e dalle segnalazioni dei pendolari residenti sul nostro territorio sono emerse notevoli criticità riassumibili nei seguenti punti:
I continui ritardi e cancellazioni delle corse ferroviarie stanno penalizzando gravemente i pendolari, generando disagi e incertezza sui tempi di percorrenza;
Le corse mattutine e serali risultano sovraffollate, causando disagi sia per chi viaggia in piedi per lunghi tratti, sia per la sicurezza stessa dei passeggeri;
Una parte del materiale rotabile è obsoleta e necessita di sostituzione per garantire sicurezza e comfort adeguati ai viaggiatori;
La frequenza di guasti ai passaggi a livello crea ulteriori ritardi e disagi per chi deve attraversare questi punti critici;
Le stazioni necessitano di interventi di ammodernamento e manutenzione; occorre prevedere, specialmente per quelle non presidiate, l’installazione di telecamere di sorveglianza, e/o controlli più frequenti della Polizia Ferroviaria per prevenire atti di violenza, come già successo in altre città; occorre una costante apertura delle sale d’aspetto;  occorre adeguare i servizi igienici, spesso inesistenti o permanentemente chiusi; occorre inoltre installare, ove assenti, le necessarie pensiline per proteggere dalle intemperie i pendolari in attesa dell’arrivo dei treni, in special modo per la stazione di Sieci al binario 1;
Risulta estremamente penalizzante per i pendolari della Valdisieve la discesa e la partenza ai binari 17 e 18 della stazione di Firenze Santa Maria Novella distanti, di fatto, almeno 10 minuti di camminata in più rispetto alla stazione di testa e agli altri binari;
Le persone con disabilità, le famiglie con passeggini e altri utenti che necessitano di viaggiare trovano spesso difficoltà a utilizzare il servizio a causa del malfunzionamento degli ascensori nelle stazioni;
La carente copertura delle fasce orarie serali e notturne, del fine settimana e dei giorni festivi rende di fatto impossibile l’uso del servizio pubblico al di fuori delle fasce più strettamente dedicate al pendolarismo;
La mancanza del biglietto e abbonamento “Pegaso – Area Metropolitana Fiorentina” (ex unico metropolitano) per gli utenti di Pontassieve penalizza i pendolari della stazione di Pontassieve obbligati all’acquisto di altri tipi di biglietti o abbonamenti tipo Pegaso metropolitano a un costo più elevato rispetto ai pendolari di tanti altri comuni della Città metropolitana di Firenze; 
L’applicazione di Trenitalia, che dovrebbe facilitare l’accesso alle informazioni sul servizio ferroviario, soffre di frequenti malfunzionamenti, lasciando i viaggiatori senza informazioni aggiornate su orari e variazioni delle corse (per esempio i treni cancellati non vengono segnalati);
Gli indici di affidabilità pubblicati da RFI non risultano trasparenti, non spiegando i criteri con cui vengono calcolati e lasciando i pendolari privi di una visione reale della qualità del servizio; 
Il sistema di bonus di rimborso attualmente previsto per i disservizi risulta macchinoso da richiedere e insufficiente per compensare il disagio subito dai pendolari;
Ricordando che:
nella città di Firenze entrerà in vigore nel 2025 il cosiddetto scudo verde che impedirà l’accesso in città di molti veicoli adesso in circolazione, aumentando la necessità di un servizio di trasporto pubblico più efficiente;
molti pendolari oltre al trasporto su ferro usufruiscono anche del trasporto su gomma che presenta altre enormi criticità per i lavoratori e gli studenti;    
Tutto ciò premesso, il Consiglio Comunale di Pontassieve:
Esprime solidarietà a tutti i pendolari che ogni giorno affrontano difficoltà per recarsi a Firenze per lavoro, studio e cure mediche;
Impegna il Sindaco e la Giunta comunale ad attivarsi presso la Regione Toscana, al fine di ottenere un impegno più stringente nel rispetto del contratto di servizi da parte di Trenitalia riguardo alle problematiche sopra evidenziate, con particolare attenzione a:
Ridurre il numero di ritardi e cancellazioni delle corse ferroviarie, adottando misure preventive e correttive mirate;
Utilizzare convogli adatti a rispondere all’affluenza di pendolari nelle diverse fasce orarie, per evitare sovraffollamenti;
L’inserimento di Pontassieve nei comuni rientranti nella tariffazione metropolitana come Calenzano, Campi Bisenzio, Fiesole, Lastra a Signa, Sesto Fiorentino, Signa, Bagno a Ripoli, Impruneta, Scandicci e Vaglia;
La creazione di una pensilina nella stazione di Sieci e la modifica dell’orario di accesso agli ascensori nella stazione di Pontassieve;
Aumentare l’entità del bonus rimborso per i disservizi, rendendolo proporzionato al disagio subito dai pendolari;
Garantire maggiore trasparenza nella redazione e pubblicazione degli indici di affidabilità, fornendo chiarimenti sui criteri utilizzati e, se del caso, prevedere un monitoraggio dei ritardi indipendente dal gestore.
Chiede alla 2° Commissione Consiliare del Comune di Pontassieve di monitorare la situazione riguardante le problematiche dei pendolari convocando, ogni qualvolta lo reputi necessario, il neonato comitato dei pendolari della Valdisieve, il Sindaco, la Giunta, nonché Trenitalia e RFI.  

Chiede che il presente ordine del giorno venga inviato alla Regione Toscana, alla Città Metropolitana di Firenze, a tutti i Comuni della Città Metropolitana di Firenze e ai vertici toscani di RFI e Trenitalia.    


Firmato:

Gruppo Consiliare “Alternativa Comune”
Alessandro Cresci
(Capogruppo) 

Gruppo Consiliare “Fratelli d’Italia Giorgia Meloni”
Roberto Lauri
(Capogruppo)

Gruppo Consiliare “Lega CambiAMO Pontassieve”
Cecilia Cappelletti
(Capogruppo) 


Gruppo Consiliare “Lista Civica Carlo Boni Sindaco”
Giulia Selvi
(Capogruppo) 

Gruppo Consiliare “Partito Democratico”
Paolo Belardinelli
(Capogruppo) 

Gruppo Consiliare “Pontassieve al Centro”
Simone Pasquini
(Capogruppo) 


YOUTUBE https://www.youtube.com/live/NLaGhxy2t_k?si=rGp4_KbluBRr8Udc

Mozione su "Istituzione di un salario minimo orario per i lavoratori dipendenti e in appalto per il Comune di Pontassieve” Presentata dal Capigruppo Alternativa Comune. C.C. 28-11-24

Al Signor Presidente del Consiglio Comunale

Leonardo Ceccarelli

 Al Signor Sindaco Carlo Boni

Oggetto: Istituzione di un salario minimo orario per i lavoratori dipendenti e in appalto per il Comune di Pontassieve 



Il Consiglio comunale di Pontassieve

Premesso che:

  1. - La Costituzione, all’art. 36, recita: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”

  2. - Il successivo art. 39 della Costituzione sancisce che: "L'organizzazione sindacale è libera. Ai Sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge. È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica. I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce". Tale articolo della Costituzione rimane attualmente inapplicato nella parte che riguarda la misurazione della rappresentanza ed il valore erga omnes dei contratti; 

  3. - La mancanza di una legge sulla rappresentanza e l'assenza di efficacia obbligatoria, lascia aperte evidenti falle nel sistema provocando sacche di assenza di tutele per cospicue fasce di lavoratori; non è infatti obbligatoria la stipula di contratti collettivi, esistono imprese o tipologie di contratti di lavoro individuali cui non è applicabile nessun contratto collettivo e quindi nessuna forma di salario minimo;

  4. - Sono circa 2 milioni i lavoratori in Italia che non hanno un contratto collettivo di lavoro di riferimento e oltre 2,5 milioni possono essere considerati lavoratori in situazione di povertà proprio per gli stipendi: sono i cosiddetti “working poors”, che ricevono salari al di sotto dei minimi stabiliti dalla contrattazione, come nei casi di part-time obbligati e/o di salari molto bassi;

  5. - Secondo le rilevazioni INPS, nel nostro Paese 4,6 milioni di lavoratori - circa il 30% del totale - guadagnano meno di 9 euro l’ora: quota che diventa il 35% tra gli operai agricoli e il 90% dei lavoratori domestici, mentre 2,5 milioni non arrivano a 8 euro; 

  6. - Il salario minimo legale è già una realtà in 22 Paesi europei su 27, dove ha dimostrato di contribuire all’aumento degli stipendi dei lavoratori che venivano pagati di meno; 

  7. - Il 7 giugno 2022 l’Unione Europea ha raggiunto un accordo sul salario minimo, attraverso una direttiva quadro che punta a fissare salari minimi adeguati ed equi, che i Paesi membri dovranno recepire;

  8. - L’Italia, come è possibile leggere nel rapporto OCSE “è il Paese che ha registrato il calo dei salari reali più forte tra le principali economie”; alla fine del 2022, i salari reali nella penisola erano calati del 7,5% rispetto al periodo precedente la pandemia contro una media Ocse del 2,2%;

  9. - Il salario minimo è uno strumento che consente di contrastare efficacemente forme di competizione salariale al ribasso e al “contempo” garantisce dunque la correttezza della competizione concorrenziale sul mercato da parte delle imprese;  

  10. - L'introduzione di un salario minimo ed equo, costituirebbe inoltre una scelta di politica saggia con l'obiettivo di contrastare la povertà sempre più crescente nel nostro Paese;

- Il sostegno all’introduzione di una legge sul salario minimo può essere un modo per i sindaci di dimostrare l'impegno in ordine ai valori di equità e giustizia sociale: garantire che tutti i lavoratori abbiano un reddito dignitoso può contribuire a creare una società più equa e inclusiva;

  1. - Con la recente sentenza 27711/2023 anche la Corte Suprema di Cassazione ha sancito il diritto del lavoratore al salario minimo costituzionale, congruo e dignitoso; la sentenza ha stabilito che il salario minimo possa essere fissato dal giudice in modo che sia proporzionale e sufficiente a garantire gli standard minimi di legge. 

Considerato che:

  1. - L’istituzione a livello nazionale di un salario minimo, se approvata, “rafforzerebbe la contrattazione collettiva", e farebbe aumentare di 804 euro in media le retribuzioni di 3,6 milioni di lavoratrici e lavoratori (dati presentati dall’Istat, in audizione nella commissione Lavoro alla Camera, sulla base del Registro annuale su retribuzioni, ore e costo del lavoro per individui e imprese);

  2. - Il Movimento 5 Stelle, così come il Partito Democratico, hanno presentato una tale proposta di Legge a livello nazionale per introdurre “una soglia minima inderogabile di 9 euro all’ora” a significare che, “se in un contratto collettivo il minimo tabellare è fissato a 11 euro lordi l’ora, questo resterà tale; laddove, invece, un contratto preveda una paga oraria di 6 o 7 euro, essa sarà alzata a 9 euro”, raccogliendo oltre 300 mila firme;

  3. - Anche altre forze politiche non rappresentate in parlamento come Potere al Popolo e Unione Popolare, il 28 novembre 2023, hanno consegnato in Senato oltre 70 mila firme raccolte in calce e validate per l’introduzione di un salario minimo di 10 euro l’ora;

  4. - Nonostante il forte supporto popolare all’iniziativa delle opposizioni, il governo nazionale ha deciso di affossare la proposta di legge presentata da PD e Movimento 5 Stelle, tradendo le attese di milioni di lavoratori. 

Visto che:

  1. - L’introduzione del salario minimo rappresenta un avanzamento fondamentale verso una società più giusta ed equa, e lancia un segnale forte e preciso a sostegno dei lavoratori;

  2. - Un salario minimo è un passo avanti nella tutela dei lavoratori a basso reddito, alla loro dignità, alla lotta alla povertà lavorativa, è un riconoscimento del valore del lavoro, al senso di rispetto e valore personale che spetta ad ogni lavoratore, senza perdere di vista l'impatto sulla competitività delle imprese: la proposta di legge di PD e M5S teneva conto anche di questo aspetto, cercando di bilanciare la protezione dei lavoratori con la sostenibilità economica delle aziende;

  3. - L’introduzione di un salario minimo adeguato può migliorare la produttività e la soddisfazione dei dipendenti, beneficiando anche le imprese nel lungo termine; 

  4. - L'istituzione di un salario minimo orario per i lavoratori, sia nel settore pubblico che privato, non rappresenta un tema confinabile esclusivamente in ambito nazionale o di Assemblea parlamentare, ma che investe in pieno l’interesse e l’ambito Comunale, per le ricadute intrinseche verso i lavoratori diretti e indiretti, che sono prima di tutto cittadini, basti menzionare il conseguente miglioramento delle condizioni di lavoro, come anche tutti gli effetti connessi, in ordine alla riduzione delle disuguaglianze, alla riduzione della dipendenza dai sussidi statali e lo stimolo che porterebbe all'economia locale.

Ricordato che:

- la recente approvazione (settembre 2023) nel Consiglio regionale della Toscana di due mozioni, presentate sia dal Movimento 5 Stelle che dal Partito Democratico, rispettivamente a prima firma della consigliera Irene Galletti e della consigliera Ilaria Bugetti, che chiedono di sostenere, in Conferenza Stato-Regioni e in tutte le sedi opportune, di concerto con le parti sociali, tutti gli atti e le misure volti a promuovere l’avanzamento con urgenza della proposta di legge N.1275 presentata il 04/07/2023 (Disposizioni per l’istituzione del salario minimo;

- il risultato raggiunto in Regione Toscana, con l’approvazione delle due Mozioni, rappresenta un avanzamento fondamentale verso una società più giusta ed equa, e lancia un segnale forte e preciso a sostegno dei lavoratori. Un salario minimo è un passo avanti nella tutela dei lavoratori a basso reddito, alla loro dignità, alla lotta alla povertà lavorativa, è un riconoscimento del valore del lavoro, al senso di rispetto e valore personale che spetta ad ogni lavoratore, senza perdere di vista l'impatto sulla competitività delle imprese: la proposta di legge di PD e M5S tiene conto anche di questo aspetto, cercando di bilanciare la protezione dei lavoratori con la sostenibilità economica delle aziende; viene considerato il fatto che un salario minimo adeguato può migliorare la produttività e la soddisfazione dei dipendenti, beneficiando anche le imprese nel lungo termine;

- che l'istituzione di un salario minimo orario per i lavoratori, sia nel settore pubblico che privato, non rappresenta un tema confinabile esclusivamente in ambito nazionale o di Assemblea parlamentare, ma che investe in pieno l’interesse e l’ambito Comunale, per le ricadute intrinseche verso i lavoratori diretti e indiretti, che sono prima di tutto cittadini, basti menzionare il conseguente miglioramento delle condizioni di lavoro, come anche tutti gli effetti connessi, in ordine alla riduzione delle disuguaglianze, alla riduzione della dipendenza dai sussidi statali e lo stimolo che porterebbe all'economia locale.

Ritenuto che:

- Un salario minimo adeguato può contribuire a ridurre le disuguaglianze economiche all'interno di una comunità. Assicurare a tutti i lavoratori un reddito minimo garantito può aiutare a ridurre la povertà e migliorare la qualità della vita per le persone con redditi più bassi, ad esempio nell’accesso all’abitazione e alle spese di base come l'educazione e l'assistenza sanitaria; 

  1. - Il salario minimo più alto può stimolare l'economia locale. Quando i lavoratori guadagnano di più, hanno maggiori possibilità di spendere, il che può aumentare la domanda di beni e servizi locali. Ciò può a sua volta sostenere le imprese locali, creare posti di lavoro e favorire lo sviluppo economico del territorio; 

  2. - Un salario minimo adeguato può inoltre contribuire a migliorare le condizioni di lavoro per i dipendenti. Ciò potrebbe includere orari di lavoro più stabili, migliori benefit, maggiori opportunità di formazione e crescita professionale. Migliorare le condizioni di lavoro può aumentare la soddisfazione dei dipendenti e la produttività complessiva;

  3. - Infine, un salario minimo più alto può ridurre la dipendenza dei lavoratori dai sussidi statali o dai programmi di assistenza sociale erogati dal Comune. Quando i lavoratori guadagnano un reddito sufficiente per soddisfare le proprie esigenze di vita, è meno probabile che debbano fare affidamento sui sussidi governativi e distribuiti nel territorio dal Comune; Ciò può ridurre gli oneri finanziari complessivi per il governo e consentire di allocare risorse verso altre urgenti priorità sociali. 

Tutto ciò premesso e considerato, il Consiglio Comunale di Pontassieve

Impegna il Sindaco e la Giunta a:

- introdurre l’adeguamento per tutti i dipendenti del Comune di Pontassieve e per coloro che lavoreranno in un appalto comunale, a un salario minimo di 9 euro l’ora;

- introdurre la precondizione obbligatoria nella stesura del testo di tutti gli appalti comunali, che tutti i lavoratori che saranno impegnati da coloro che si aggiudicheranno un appalto del Comune di Pontassieve, dovranno avere un salario minimo di 9 euro l’ora, così come chiesto a livello nazionale da molte forze politiche, tra le quali il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Potere al Popolo e Unione Popolare.



 

Alessandro Cresci

Capogruppo “Alternativa Comune”

 

Youtube https://www.youtube.com/live/NLaGhxy2t_k?si=Y2nGKxsYuU8BMvSZ

Ordine del giorno urgente su “Difendiamo i Diritti e il Diritto” - in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti Umani (10 dicembre 2024)” Presentato congiuntamente dai gruppi consiliari Alternativa Comuna, PD, Lista Civica, Pontassieve al Centro. C.C 28-11-24



Al Signor Presidente del Consiglio Comunale Leonardo Ceccarelli


Al Signor Sindaco Carlo Boni



Ordine del Giorno: “Difendiamo i Diritti e il Diritto” - in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti Umani (10 dicembre 2024)

Il Consiglio comunale di Pontassieve

Considerato che:

- come ha affermato in occasione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite l’Alto Commissario per i Diritti Umani, “ci troviamo in un periodo storico particolarmente pericoloso, in particolare quando il disprezzo e la mancanza di rispetto per il diritto internazionale umanitario e per il diritto internazionale dei diritti umani sta raggiungendo un crescendo assordante” e che “il diritto internazionale è l'edificio che le generazioni che ci hanno preceduto hanno costruito per proteggere l'umanità dall'autodistruzione;

- “senza diritto, c'è solo violenza, ingiustizia e sfruttamento” e che “l'investimento nei diritti umani è un investimento nella pace, oggi è più che mai essenziale”; 

- l’Organizzazione delle Nazioni Unite è stata creata nel 1945, dopo una terribile sequenza di guerre, genocidi, olocausto, gulag, pulizia etnica e bombe atomiche, per “salvare le future generazioni dal flagello della guerra”, “riaffermare la fede nei diritti fondamentali, nella dignità e nel valore della persona umana“ e “promuovere il progresso sociale ed un più elevato tenore di vita in una più ampia libertà”;

- l’Onu è all’origine della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani nel cui Preambolo si afferma che “il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo”;

Visto che:

- il Patto per il Futuro adottato dai leaders di quasi tutti i paesi del mondo (settembre 2024), incluso la Presidente del Consiglio italiano, durante il Summit del Futuro che si è svolto a settembre presso la sede dell’Onu a New York, in cui si ribadisce la necessità di promuovere la “ripresa della cooperazione internazionale basata sul rispetto del diritto internazionale, senza il quale non possiamo né gestire i rischi né cogliere le opportunità che abbiamo di fronte”; si riconosce “che il sistema multilaterale e le sue istituzioni, con le Nazioni Unite e la sua Carta al centro, devono essere rafforzate per stare al passo con un mondo che cambia” e si riafferma “il nostro incrollabile impegno ad agire nel rispetto del diritto internazionale, compresa la Carta delle Nazioni Unite, i suoi obiettivi e principi”;

Fortemente preoccupato per:

- le continue manifeste massicce violazioni dei diritti umani, della legalità e del diritto internazionale, compresa la Carta delle Nazioni Unite, responsabili di scioccanti perdite e sofferenze umane e per i continui tentativi di paralizzare, condizionare, indebolire, delegittimare e marginalizzare il sistema dell’Onu;

- l’escalation di carneficine in corso e le tragiche conseguenze di tanti crimini di guerra e crimini contro l’umanità che restano impuniti e di tante decisioni vincolanti del Consiglio di Sicurezza e della Corte Internazionale di Giustizia che restano ignorate;

Fortemente allarmato per:

- i ripetuti attacchi armati alla missione di pace dell’Onu in Libano (Unifil) che hanno ucciso e ferito numerosi caschi blu e hanno distrutto strutture ed equipaggiamenti delle Nazioni Unite;

- la decisione del parlamento israeliano di impedire all'Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l'Occupazione dei Rifugiati Palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA) di continuare il suo lavoro essenziale per quasi 6 milioni di rifugiati nei Territori Palestinesi Occupati, compresa Gerusalemme Est, come da mandato dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite; decisione che segue l’uccisione di oltre duecento impiegati dell’Onu e la distruzione di scuole, ospedali e altre strutture delle Nazioni Unite;

Considerato inoltre che:

- l’alternativa all’Onu è la legge del più forte, il dominio dell’illegalità, dell’arbitrio, e dell’impunità, il caos internazionale, la devastazione ambientale planetaria, la violazione sistematica dei fondamentali diritti umani, delle libertà e della democrazia;

Consapevole:

- dell’indissociabilità del destino delle Nazioni Unite, della legalità e del diritto internazionale dei diritti umani;  

Ricordando che:

- tali valori, principi e diritti sono anche inscritti nella Costituzione Italiana che sta alla base della nostra Repubblica e nel Trattato sull’Unione Europea; 

- i numerosi appelli, iniziative e proposte per l’Onu dei Popoli, la riforma e democratizzazione delle Nazioni Unite promosse, sin dal 1992, dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani in collaborazione con il Centro Diritti Umani “Antonio Papisca” dell’Università di Padova e altre organizzazioni;

Richiamando:

- l’art. 6 – Valori Fondamentali dello Statuto comunale che recita: “Il Comune di Pontassieve riconosce nei valori fondamentali della libertà, della democrazia, della pace, della vita e della solidarietà i presupposti irrinunciabili della propria azione di governo”;

- l’art. 7 – Finalità dello Statuto comunale al punto 5 che recita: “Il Comune promuove e favorisce, in ambito culturale ed educativo, iniziative di pace, di collaborazione tra i popoli, per lo sviluppo di una cultura multietnica e per superare il sottosviluppo nel mondo.”

Condividendo:

- il programma 2024-2026 del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani teso a trasformare ogni città in un “Cantiere di pace e di futuro” e a ricostruire una coscienza, una cultura e una politica di pace che si esprima attraverso la cura degli altri, dell’umanità e del pianeta; 

Visto altresì:

- l’invito del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani ad aderire alla Campagna per il rafforzamento e la democratizzazione dell’Onu promossa in occasione dell’80° anniversario della nascita delle Nazioni Unite (1945-2025) che culminerà con l’Assemblea dell’Onu dei Popoli (6-12 ottobre 2025) e la Marcia PerugiAssisi della pace e della fraternità “Imagine All The People” del 12 ottobre 2025;

- l'invito del Coordinamento ad invitare e ospitare nella nostra città uno dei rappresentanti dei popoli che parteciperanno all’Assemblea dell’Onu dei Popoli e alle iniziative collegate;

Riafferma:

il proprio sostegno ai valori, ai principi e agli obiettivi enunciati nella Costituzione Italiana, nella Carta delle Nazioni Unite e nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, ribadendo la centralità dell’Onu per la costruzione di un ordine mondiale di pace e di giustizia sociale ed economica come definito dall’articolo 28 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani;

Chiede al Governo e al Parlamento italiano, alla Commissione e al Parlamento europeo di: 

  1. agire, in coerenza con quanto sottoscritto nel Patto per il Futuro, per difendere, rafforzare e rilanciare il ruolo di pace dell’Onu, a partire dalla sua capacità effettiva di proteggere e soccorrere le popolazioni travolte dalle guerre;

  2. operare per raggiungere la cessazione delle guerre e delle stragi in corso nel mondo, a partire dall’Ucraina, dalla Striscia di Gaza e dal Libano;

Decide di:

1. aderire alla Campagna per il rafforzamento e la democratizzazione dell’Onu promossa in occasione dell’80° anniversario della nascita delle Nazioni Unite (1945-2025) che culminerà con l’Assemblea dell’Onu dei Popoli (6-12 ottobre 2025) e la Marcia PerugiAssisi della pace e della fraternità “Imagine All The People” del 12 ottobre 2025;

2. accogliere l'invito del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani ad invitare e ospitare nella nostra città uno dei rappresentanti dei popoli che parteciperanno all’Assemblea dell’Onu dei Popoli e alle iniziative collegate;

3. collaborare alla realizzazione del programma di attività 2024-2026 del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la pace e i diritti umani; 

Decide inoltre di:

aderire al Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la pace e i diritti umani che dal 1986 riunisce i Comuni, le Province e le Regioni impegnate in Italia a costruire la pace promuovendo i diritti umani, la solidarietà e la cooperazione internazionale, secondo le modalità previste dallo Statuto dell’organizzazione.



Gruppo Consiliare “Alternativa Comune”                   

Alessandro Cresci – (Capogruppo)                                      


Gruppo Consiliare “Partito Democratico”

Paolo Belardinelli – (Capogruppo)


Gruppo Consiliare “Lista Civica Carlo Boni Sindaco”

Giulia Selvi – (Capogruppo)


Gruppo Consiliare “Pontassieve al Centro”

Simone Pasquini – (Capogruppo)

YOUTUBE  https://www.youtube.com/live/NLaGhxy2t_k?si=QOWbP3dLgkuIRzcE

Interrogazione a risposta orale presentata dal Capogruppo Alternativa Comune Su: "Chiusura Precauzionale Piscina" C.C. 28-11-24

Interrogazione a risposta orale

Come previsto dall’art.36 del vigente Regolamento del Consiglio Comunale di Pontassieve, il sottoscritto Alessandro Cresci, nella sua qualità di Consigliere Comunale del gruppo consiliare “Alternativa Comune”,

PREMESSO CHE:

    la piscina comunale di Pontassieve è stata recentemente oggetto di lavori di riqualificazione; 

    la piscina comunale rappresenta un importante servizio per i cittadini, in particolare per le famiglie, i giovani e gli anziani che ne usufruiscono regolarmente;

CONSIDERATO CHE:

    la corretta manutenzione delle infrastrutture pubbliche è essenziale per garantire la sicurezza, la salute e la fruibilità degli stessi;

    ⁠la società che gestisce la piscina ha avvisato gli utenti della chiusura precauzionale della piscina comunale, con particolare riferimento alla vasca da 25 metri, motivata dalla rilevazione di una non conformità nei valori dell’acqua prelevata;

    diversi utenti hanno manifestato preoccupazione e smarrimento per quanto successo;

CHIEDE:

    se la Giunta è a conoscenza della chiusura precauzionale della piscina;  

    quale è la natura della non conformità riscontrata;

    quali analisi specifiche sono state effettuate per accertarla;

    quali misure sono state adottate per risolvere la situazione visto che è cessata la chiusura precauzionale;

    se esistono protocolli o interventi straordinari pianificati per evitare il ripetersi di situazioni simili in futuro.

Alessandro Cresci

Capogruppo “Alternativa Comune”




YOUTUBE: https://www.youtube.com/live/NLaGhxy2t_k?si=D8EsnsaMHG45UZz-

ODG su "Cancellazione del decreto dirigenziale n. 17020/2024 della Regione Toscana” presentato dal Capogruppo Alternativa Comune; C.C. 29-10-24

 Al Signor Presidente del Consiglio Comunale

Leonardo Ceccarelli

Al Signor Sindaco

 Carlo Boni

Pontassieve, 22 ottobre 2024


ORDINE DEL GIORNO: Cancellazione del Decreto Dirigenziale n. 17020/2024 della Regione Toscana

Il Consiglio comunale di Pontassieve

Premesso che:

- L’articolo 3 della Costituzione italiana recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

- L’articolo 26 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea recita: “L’Unione riconosce e rispetta il diritto dei disabili di beneficiare di misure intese a garantirne l’autonomia, l’inserimento sociale e professionale e la partecipazione alla vita della comunità.” (il termine autonomia è solo nella traduzione italiana della Carta, il termine inglese è “indipendence”, tradotto in tutte le altre traduzioni ufficiali in “vita indipendente”).

- Ugualmente nella Convenzione dell’Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità si legge all’art.1: “Scopo della presente Convenzione è promuovere, proteggere e garantire il pieno ed uguale godimento di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità, e promuovere il rispetto per la loro intrinseca dignità.”

E all’art. 19: “Gli Stati Parti alla presente Convenzione riconoscono il diritto di tutte le persone con disabilità a vivere nella società, con la stessa libertà di scelta delle altre persone, e adottano misure efficaci ed adeguate al fine di facilitare il pieno godimento da parte delle persone con disabilità di tale diritto e la loro piena integrazione e partecipazione nella società, anche assicurando che:

    le persone con disabilità abbiano la possibilità di scegliere, su base di uguaglianza con gli altri, il proprio luogo di residenza e dove e con chi vivere e non siano obbligate a vivere in una particolare sistemazione;

    le persone con disabilità abbiano accesso ad una serie di servizi a domicilio o residenziali e ad altri servizi sociali di sostegno, compresa l’assistenza personale necessaria per consentire loro di vivere nella società e di inserirvisi e impedire che siano isolate o vittime di segregazione;

    i servizi e le strutture sociali destinate a tutta la popolazione siano messe a disposizione, su base di uguaglianza con gli altri, delle persone con disabilità e siano adattate ai loro bisogni.”

Considerato che, anche in Italia:

- La legge n. 162 del 1998 prevede per la prima volta in Italia, sull’intero territorio nazionale, la possibilità di fare vita indipendente per le persone con disabilità. Tale legge prevede la collaborazione tra le Regioni e gli enti locali per la realizzazione di programmi di aiuto alle persone con disabilità permanente e grave limitazione dell’autonomia personale nello svolgimento delle funzioni essenziali della vita, allo scopo di garantire il diritto alla vita indipendente.

- E nello Statuto della Regione Toscana, all’art. 4, punto 1, si legge: 

“La Regione persegue, tra le finalità prioritarie:

e) il diritto delle persone con disabilità e delle persone anziane ad interventi intesi a garantirne la vita indipendente e la cittadinanza attiva.”

- Inoltre, l’art. 108, comma 6 della legge regionale n.66/2011 recita: “Ai fini del presente articolo, rimangono esentate dalla valutazione ISEE le persone facenti parte dei progetti di vita indipendente. La Regione garantisce la continuità dei progetti di vita indipendente, revocabili solo nel caso di cessazione della condizione prevista per l’accesso al progetto.”

Valutato che:

Il Decreto Dirigenziale n.17020 del 2024, approvato dalla Giunta regionale toscana, va contro tutte le normative sopra citate in quanto:

- di fatto cancella la continuità del contributo per la vita indipendente per chi già lo percepisce, cancellandolo alla fine del 2024 e obbligando i disabili che vogliono fare vita indipendente a fare una nuova domanda.

- gli adempimenti burocratici da affrontare per fare la domanda per il contributo e per mantenerlo sono uno scoglio difficile da superare per dei disabili gravi. Questo decreto li rende ancora più difficili.

Preso atto che:

- Tale decreto è stato duramente criticato dall’Associazione Vita Indipendente della Toscana (associazione formata da soli disabili che vogliono fare vita indipendente, che aderisce ad ENIL (European Network on Indipendent Living, rete europea per la vita indipendente) che è nata nel 1992 per perseguire i seguenti scopi: “a) operare per favorire le condizioni affinché i soci con disabilità possano vivere nelle stesse condizioni di libertà fruibili dalle persone normodotate; b) rendere effettiva, tramite i propri servizi, l'assistenza personale quale chiave per una reale vita indipendente delle persone con disabilità che ne facciano richiesta; c) attivare consulenze tali da permettere ai soci con disabilità di potersi pensare realmente capaci di poter fare vita indipendente; d) coinvolgere i soci con disabilità, direttamente ed in modo continuativo, nell'attivare tutte quelle iniziative che possano garantire loro il diritto ad una vita indipendente ed autodeterminata; e) fornire agli assistenti personali consulenze tali da metterli nelle condizioni di poter comprendere pienamente il proprio ruolo”. Tutto ciò deve avvenire “nel rispetto della volontà della persona con disabilità a cui essi sono destinati, sulla base delle sue reali necessità, trattandosi di requisiti essenziali per vivere liberamente.”

- Si riportano alcuni degli aspetti del decreto criticati da AVI Toscana in un documento pubblicato sul sito www.avitoscana.it, al quale si rimanda per una lettura completa:

1) La vita indipendente verrà finanziata SOLO nelle Zone che chiederanno i fondi alla Regione e SOLO SE eseguiranno correttamente tutta la procedura. Questo vuol dire che la Regione non garantisce:

a) il diritto alla vita indipendente;

b) la continuità dei progetti di vita indipendente

Inoltre, come altri punti che vedremo più avanti, questo vuol dire consolidare la prassi della diversità di trattamento fra i disabili delle varie Zone della Regione.

2) Nel Decreto in questione all’art. 12 fase C è stabilito che “La persona con disabilità ... titolare del progetto di vita ... concorre a determinarne i contenuti”. Invece deve essere stabilito che “ne determina i contenuti”.

3) Nel Decreto in questione non è stabilita nessuna continuità per chi riceve già il finanziamento per la vita indipendente.

4) Nella legge regionale 66 del 2011 è stabilito che: la “Regione garantisce la continuità dei progetti”:

c) In Toscana il primo finanziamento per la vita indipendente ci fu nel 2004. Da allora la retribuzione di chi lavora come assistente personale è aumentata del 50%, mentre da parte della Regione il tetto dei contributi individuali per la vita indipendente è aumentato solo del 7%. (...) È indispensabile l’adeguamento all’inflazione di tutti i contributi per la vita indipendente.

5) È inammissibile che la domanda possa essere inviata soltanto via Pec. Questo significa penalizzare le persone meno evolute informaticamente o con maggiori difficoltà mentali. Si tratta di una discriminazione verso persone alle quali spetta invece una maggiore tutela.

6) È inammissibile che sia stato stabilito che, all’apertura dei bandi, le domande vengano valutate in ordine di arrivo. Questo significa favorire le persone disabili con minori difficoltà (che possono quindi presentare la domanda più velocemente), a svantaggio quindi delle persone disabili con maggiori difficoltà fisiche, psichiche, mentali, sensoriali.

7) È umiliante ed offensivo per un disabile grave, con disabilità stabile o comunque a necessità assistenziali invariate, essere sottoposto di nuovo a valutazione Uvm. (Unità Valutativa Multidisciplinare)

8) Come spese rendicontabili sono previste iscrizione a circoli sportivi e il fisioterapista privato

a) l’iscrizione a circoli sportivi sa di presa in giro (...)

il fisioterapista deve essere garantito gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale.

9) All’art. 13 del Decreto viene imposta la rendicontazione mensile. (...)

a) o il singolo disabile la fa da sé, con enorme sforzo e fatica, per cui con la rendicontazione mensile vengono triplicati questi nostri sforzi e fatiche, (...)                                                        

b) oppure il/la persona disabile si affida ad un commercialista e quindi, con la rendicontazione mensile, si triplicano i costi mentre il finanziamento per la vita indipendente è ampiamente insufficiente;

10) A pag. 50 del Decreto è stabilito che l’erogazione del finanziamento per la vita indipendente avviene dopo la rendicontazione:

(...)

c) viene fatta discriminazione fra i/le disabili perché si penalizza di più (invece di aiutare di più) chi è in maggiori difficoltà economiche e quindi non può anticipare di tasca propria regolarmente a fine mese la retribuzione alle/gli assistenti personali;

e) in tutta Europa è noto che è difficilissimo trovare assistenti personali adeguate/i per la vita indipendente di chi ha gravi disabilità. Per cui è chiaro che queste/i brave/i assistenti personali, se vengono anche pagate/i con ritardo, appena possono se ne vanno e questa è una gravissima penalizzazione per chi ha gravi disabilità.

(...)

12) Nel Decreto c’è scritto:

“Ogni variazione del progetto approvato che comporti una modifica dell’obiettivo di vita indipendente, dà luogo alla chiusura del progetto e alla presentazione di una nuova domanda e progetto di Vita Indipendente.” (...)

a) fra la fine di un progetto e l’entrata in funzione dell’altro passano mesi, se non anni. Nel frattempo, il/la disabile come paga l’assistenza personale? (...)

13) Art. 4 ultimo comma: viene imposta ad ogni disabile la rinuncia a “misure analoghe o altri contributi o agevolazioni ...”. Per molti disabili gravi altri finanziamenti possono essere preziosissimi per non soccombere.

(...)

15) A pag. 61 del Decreto, per attribuire il punteggio sono indicati bisogni di assistenza personale solo in casa. Questo vuol dire negare la vita indipendente perché il punto centrale della vita indipendente è proprio poter vivere attivamente fuori casa;

(...)

18) A pag. 62 del Decreto, per le attività sociali, si chiede inizio, durata e tipologia. Tutto questo è illegittimo, inaccettabile e illogico: (...)

a) tipologia:

  i) è un dato privato, che fa parte della privacy, ed è umiliante e discriminatorio che vada riferito all’UVM;

 ii) è diritto inviolabile della persona, che può cambiarlo in ogni momento;

b) fra le attività sociali può esserci andare in un parco, in campagna, a trovare amici, al cinema, a teatro, a passeggio in centro ecc.: è senza senso che si debba dire l’inizio e la durata di tutto questo

c) fra le attività sociali c’è anche poter partecipare a iniziative sindacali, politiche, ecc.. Dover dichiarare questo è un’altra gravissima violazione dei princìpi fondanti della Costituzione, ...

19) A pag. 61 del Decreto viene chiesto il reddito del disabile. Questo è illegittimo innanzitutto perché la L.r. 66/2011 sottrae la vita indipendente alla valutazione Isee.

(...)

21) Per vari e fondamentali motivi la spesa di assistenza personale può variare, e varia, anche di molto, fra un mese e l’altro. Nel Decreto non è prevista la possibilità di compensare la spesa fra i vari mesi. (...)

22) Attualmente i documenti vengono normalmente conservati da tutti (Parlamento, Pubblica amministrazione, Magistratura, aziende private ecc.) in formato elettronico. Ciò facilita enormemente i disabili gravi, sia perché è più facile e sia perché è possibile farlo senza consumare il già pochissimo tempo di assistenza personale concesso dalla Regione. Viceversa l’art. 14 del Decreto costringe i disabili gravi a conservare i documenti cartacei. (...)

23) Nel Decreto è scritto che: “È motivo di sospensione del contributo l’inserimento temporaneo in struttura residenziale riabilitativa, sociosanitaria o ospedaliera e per il medesimo periodo di permanenza, se superiore a 30 giorni consecutivi.” Questa sospensione è inaccettabile almeno per questi motivi:

a) per un disabile grave è importantissimo avere una propria assistenza personale in ospedale tant’è che è anche previsto che può entrare sempre chi va ad aiutare un disabile;

b) tanto più lunga è la degenza tanto più vuol dire che c’è un (o più) motivo grave e quindi tanto maggiore è l’importanza di assistenza personale;

c) sospendere il finanziamento per l’assistenza personale vuol dire costringere il/la disabile a licenziare le/gli assistenti personali. Già è difficilissimo trovare adeguate/i assistenti personali da fuori, trovarli dall’ospedale vuol dire costringere il/la disabile ad un’impresa difficilissima nel momento in cui (uscita dall’ospedale, dopo il ricovero) è essenziale la tranquillità per recuperare le proprie forze e il proprio benessere;

d) le/gli assistenti personali hanno diritto alla certezza del posto di lavoro, mentre questo è un altro punto del Decreto che precarizza ulteriormente un lavoro fondamentale come quello di assistenti personali.

Impegna il Sindaco e il Consiglio Comunale di Pontassieve

Dopo aver tutto quanto sopra attentamente considerato e valutato e aver approfondito con la lettura integrale del suddetto decreto e delle considerazioni di AVI Toscana:

- a richiedere, attraverso l’invio del presente Ordine del Giorno, all’Assessore che ha emesso il Decreto Dirigenziale n. 17020/24, alla Giunta regionale toscana che lo ha approvato, nonché al Presidente della Regione Toscana e al Consiglio Regionale tutto, di approvare una nuova Deliberazione di Giunta che annulli il suddetto decreto;

- a richiedere un adeguamento dei finanziamenti stanziati per i progetti di Vita Indipendente dei disabili, almeno per poter recuperare l’aumento degli stipendi degli assistenti personali causato dall’inflazione.

Alessandro Cresci

Capogruppo “Alternativa Comune”

 

 

 

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Interrogazione a risposta orale su "Osservatorio Rifiuti Zero” presentata dal Capogruppo Alternativa Comune. C.C. 29-10-24

Alla cortese attenzione del Sindaco e dell’Assessore all’Ambiente del Comune di Pontassieve

Interrogazione a risposta orale

Come previsto dall’art.36 del vigente Regolamento del Consiglio Comunale di Pontassieve, il sottoscritto Alessandro Cresci, nella sua qualità di Consigliere Comunale del gruppo consiliare “Alternativa Comune”,

Premesso che:

    l'Osservatorio Rifiuti Zero è stato istituito con l’obiettivo di monitorare, valutare e proporre soluzioni per la riduzione dei rifiuti e l'incremento della raccolta differenziata nel Comune di Pontassieve;

    durante la passata consiliatura l'Osservatorio, che in seguito alla delibera di Giunta n. 72 del 20.06.2023 furono nominati i suoi membri così come individuati ai sensi del regolamento approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 24 del 29.04.2021, si è riunito sette volte per discutere e analizzare le problematiche legate alla gestione dei rifiuti sul territorio comunale.

Considerato che:

    la trasparenza e la partecipazione dei cittadini sono fondamentali per garantire una gestione condivisa e consapevole dei rifiuti;

    la pubblicazione dei risultati e delle relazioni prodotte dall’Osservatorio Rifiuti Zero costituisce un atto dovuto nei confronti della cittadinanza, al fine di rendere noti i progressi e le eventuali criticità emerse.

Visto che:

    non risulta a oggi pubblicata una relazione ufficiale che riassuma i risultati del lavoro svolto dall'Osservatorio durante il periodo in cui si è riunito;

    la cittadinanza ha il diritto di conoscere i risultati delle attività svolte dall'Osservatorio e le proposte avanzate per migliorare la gestione dei rifiuti nel Comune.

Chiede:

    quali sono i risultati del lavoro svolto dall'Osservatorio Rifiuti Zero durante gli ultimi mesi della passata consiliatura e quali sono le principali conclusioni e proposte emerse dalle riunioni;

    se l'Amministrazione ha intenzione di pubblicare la relazione dell'Osservatorio Rifiuti Zero e, in caso affermativo, quando è prevista tale pubblicazione;

    se sono state adottate o sono in fase di implementazione iniziative o azioni derivanti dalle raccomandazioni emerse dai lavori dell'Osservatorio;

    quali sono i piani futuri per rilanciare e supportare l'attività dell'Osservatorio Rifiuti Zero, garantendo un monitoraggio continuo e il coinvolgimento attivo della cittadinanza.


       Alessandro Cresci                                                                        

        Capogruppo “Alternativa Comune” 

        Pontassieve, 21 ottobre 2024


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BUONE FESTE A TUTTI VOI! ALTERNATIVA COMUNE  PONTASSIEVE